Accoglienza donne sole | Forma Libera Cooperativa Sociale

LA BETULLA

GRUPPO APPARTAMENTO GESTANTI, MADRE/BAMBINO

La Betulla - gruppo appartamento gestanti, madre/bambino

"La Betulla" è un gruppo appartamento riservato all'accoglienza di donne sole o nuclei madre/bambino che abbiano una parziale autonomia, anche in uscita da un precedente percorso comunitario.

Gli ospiti sono seguiti da un'equipe multi-professionale, con formazione ed esperienza anche in tema di violenza di genere, tutti orientati nel ricoprire un ruolo di natural helper e care givers.

Il servizio

La Cooperativa Sociale Forma Libera propone il progetto "La Betulla" Gruppo Appartamento per l'accoglienza di donne sole e nuclei madre/bambino secondo i parametri della Deliberazione della Giunta Regionale 18/12/2012, n. 25-5079 alla voce Strutture per l'autonomia - Gruppo Appartamento.

La struttura è composta da due appartamenti posti sullo stesso piano di un condominio, comodissimo a tutti i servizi e a pochi passi dalla fermata dei trasporti pubblici.

I due appartamenti, che possono ospitare fino a sei persone, rientrano in un'unica struttura alla voce G.A. e sono così strutturati:

  • 1 Ingresso, soggiorno con cucina, bagno, disimpegno, due camere da letto.
  • 2 Ingresso, soggiorno con cucina, bagno, disimpegno, una camera da letto.

Entrambi gli appartamenti dispongono di ampi terrazzi utilizzabili, garage e cantina.

I destinatari

I beneficiari del servizio sono donne o nuclei madre/bambino che abbiano una parziale autonomia.

  • Donne di nazionalità italiana o straniera;
  • Donne in gravidanza, prive di un supporto familiare e in difficoltà ad accogliere il figlio per problemi di fragilità, assenza di un progetto di vita adeguato per sé e per il nascituro;
  • Donne sole con problematiche di disagio esistenziale, economico, sociale ed abitativo;
  • Madri con figli che si trovino in situazione di temporanea difficoltà che vivono con disagio e/o inadeguatezza il proprio ruolo educativo e genitoriale.
  • Donne vittime di violenza, in rete e con una progettazione condivisa con i Centri antiviolenza del territorio ed altri enti preposti.

Cosa offriamo

Il progetto si focalizza su un percorso di capacitazione che, mettendo al centro la persona, possa determinare una ripresa della capacità della donna di ridefinire la propria identità, la fiducia in sé, la propria capacità genitoriale, di controllare attivamente la propria vita, quella dei figli, di portare avanti progetti personali e familiari che possano ricondurla ad una totale autonomia sociale, lavorativa e abitativa, prevenendo il riemergere di condizioni di disagio, di esclusione sociale e di un eventuale rientro alla fonte di violenza.

La funzione educativa viene svolta sia all'interno della struttura, mappando i bisogni, ascoltando la donna e il minore, attraverso colloqui e costruendo insieme tutte le azioni volte al raggiungimento dell'obiettivo finale, sia all'esterno, attraverso azioni legate al territorio che consentano anche la creazione di relazioni umane significative.

Gli operatori sono costituiti in equipe multi professionale, con formazione ed esperienza anche in tema di violenza in genere, composta da due educatrici professionali e una psicologa che svolge anche funzione di supervisione; tutti orientati nel ricoprire un ruolo di natural helper e care givers. Sono impegnati nel servizio per tutta la giornata 6 giorni su 7, 365 giorni l'anno. È garantita la reperibilità notturna.

Tempi e metodi

La donna può accedere al Gruppo appartamento su richiesta del Servizio Sociale inviante che provvede al pagamento di una retta precedentemente concordata, che comprende una pluralità di servizi. La procedura di accoglienza prevede:

  • Segnalazione del caso
  • Verifica disponibilità dei posti
  • Valutazione del caso attraverso l'analisi di una relazione informativa
  • Risposta di inserimento
  • Visita ed inserimento in appartamento

Il servizio è attivabile anche immediatamente, per permettere inserimenti nel Gruppo Appartamento in urgenza. Successivamente verrà attivata la procedura di cui sopra.

Il progetto individuale (P.E.I.) che verrà redatto dagli operatori del servizio, prevede le seguenti informazioni: presentazione, osservazioni, obiettivi, modalità e tempi di intervento, verifica e aggiornamento di durata da concordare con gli enti invianti. È inoltre previsto dopo un mese dall'inserimento, un "contratto” firmato dalle parti, chiamato Progetto di Vita, con una specifica indicazione della durata temporale nel quale vengono stabiliti i passaggi che la donna deve affrontare nel processo di autonomizzazione, quali:

  • La ricerca di soluzioni lavorative o di opportunità di qualifica professionale e di completamento del percorso scolastico
  • La ricerca di soluzioni abitative
  • Il potenziamento delle capacità di utilizzare i servizi del territorio.